Se non conosciamo il punto di arrivo

Il giovane tenente di un piccolo distaccamento ungherese nelle Alpi inviò un’unità di ricognizione nella desolata terra di ghiaccio. Immediatamente prese a nevicare e continuò per due giorni; l’unità non tornava. Il tenente soffriva, temendo di aver spedito i suoi uomini incontro alla morte. Ma il terzo giorno l’unità rientrò. Dove erano stati? Come avevano ritrovato la strada? “Sì – dissero – ci consideravamo persi e aspettavamo la fine. Ma poi uno di noi trovò in tasca una mappa. Questo ci tranquillizzò. Ci accampammo, lasciammo passare la tempesta di neve, e poi con l’aiuto della mappa riuscimmo a orientarci. Ed eccoci qui.” Il tenente chiese in prestito questa straordinaria mappa e la esaminò attentamente. Scoprì con gran stupore che non si trattava di una mappa delle Alpi, ma dei Pirenei. (tratto da Karl Weick, Senso e significato nell’organizzazione.)

1377334_10202193572859202_693979940_n

Se siamo consapevoli di essere nel punto A e da quel punto vogliamo muoverci, ma non conosciamo ancora il punto di arrivo, che può essere B, ma anche C … che percorso scegliamo?